Consorzio di Tutela del Peperone di Senise Igp
Il Consorzio di Tutela dei Peperoni di Senise IGP
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Rocco Giubileo e i cuochi del Peperone di Senise IGP

Rocco Giubileo e i cuochi del Peperone di Senise IGP

I nostri chef sono tra i più importanti alfieri del Made in Italy, la nostra cucina è apprezzata e ammirata nei cinque continenti, ma se tutto ciò si è verificato una percentuale consistente è da accreditare sul conto dei nostri agricoltori i quali hanno compreso che anteponendo la qualità alla quantità i risultati premiamo sempre.

Tra le Denominazioni di Origine Protette, DOP, e le Indicazioni Geografiche Protette, IGP, il Canestrato di Moliterno, i Fagioli bianchi di Rotonda, i Fagioli di Sarconi, la salsiccia Lucanica di Picerno, la Melanzana Rossa di Rotonda, l’Olio Lucano, il Pane di Matera, il Pecorino di Filiano, l’Olio del Vulture ed il Peperone di Senise.

Ed è con simili prelibatezze che la cucina lucana ha incrementato notevolmente la schiera degli estimatori e degli avventori che quotidianamente occupano tavoli nei numerosi ristoranti sparsi tra le province di Potenza e di Matera.

Abbiamo conversato con Rocco Giubileo memoria storica della ristorazione regionale e punto di riferimento per tanta gioventù che si appropinqua alla dottrina culinaria. Presidente regionale della Federazione Italiana Cuochi è componente del Consiglio Nazionale.

Oramai siamo coscienti delle enormi potenzialità umane e territoriali e le stiamo sfruttando adeguatamente. Come è sempre successo nessuno ci ha mai regalato nulla e abbiamo dovuto sudare e sacrificarci per raggiungere determinati traguardi. Nel 2021 possiamo contare su decine di cuochi lucani che sono apprezzati e stimati in Italia e all’estero, un nome per tutti è Vito Mollica. Ore e ore dietro ai fornelli ad imparare e a liberare la creatività”.

Risultati conseguiti anche grazie alle eccellenze che la terra lucana vi mette a disposizione.

La nostra regione possiede un patrimonio agricolo invidiabile, a ciò bisogna aggiungere la capacità dei terrieri nel saper valorizzare e commercializzare i loro frutti, hanno saputo sfruttare appieno la vetrina informatica ed oggi i nostri prodotti DOP E IGP sono conosciuti in Italia e all’estero”.

Prodotti che sono divenuti un’icona della Basilicata, vedi il Peperone di Senise IGP e l’Aglianico del Vulture Doc.

Noi cuochi siamo terribilmente affezionati al Peperone di Senise IGP da proporlo con l’antipasto, con i primi, con i secondi e con i dolci. Talmente affezionati che tanti nostri clienti ed estimatori hanno coniato per noi l’appellativo di “cuochi del Peperone di Senise”. Appellativo che ci riempie di orgoglio e del quale ne siamo fieri”.

Tanta passione, tanta professionalità da parte degli agricoltori, ma forse il merito maggiore è quello di aver scelto di seguire la strada della qualità piuttosto che della quantità.

Senza dubbio l’oro rosso lucano è un alimento di altissima qualità che non tradisce mai in qualsiasi maniera lo si propone, ciò è dovuto alla massima cura e attenzione messa in atto dalla semina alla raccolta, alla lavorazione successiva. Molto probabilmente il Peperone di Senise è quello più ricercato e gradito in Italia, inoltre hanno saputo divulgare e commercializzare anche il “crusco” presente in quasi tutte le madie sia delle casalinghe che in quelle degli chef. Il peperone crusco di Senise oramai è divenuto una spezie onnipresente a tavola che si sposa perfettamente con tutti i piatti a tal punto che in tanti lo propongono sia con l’aperitivo che con un drink pomeridiano e post tramonto”.

Anche la classe politica territoriale ha compreso l’importanza della ristorazione e dell’agricoltura.

Rocco Giubileo, a sinistra, con il presidente nazionale Federazione Ital. Cuochi, Rocco Pozzulo

Il Dipartimento regionale dell’Agricoltura da diversi anni supporta le nostre iniziative e non ci lascia soli, non siamo ancora ai livelli di Veneto, Piemonte, Toscana ma siamo sulla buona strada”.

La clausura domestica sembra solo uno sfuocato ricordo, ora bisogna recuperare ciò che si è perso.

Da questa estate sono riapparsi dei segnali incoraggianti di ripresa servirà ancora qualche stagione per metterci in pari. L’esempio calzante è quello dei matrimoni. Al Sud ad una festa di sposalizio in tempi normali partecipano 200, 250 ospiti, in questi periodi siamo alla metà da 100 a 120 massimo. A maggior ragione dobbiamo caricarci di ottimismo e far ricorso a nuove energie”.

Fare squadra è l’altro grimaldello per una crescita ottimale.

Qualcosa sta cambiando anche da noi che per secoli siamo rimasti individualisti e facevamo fatica a fare gruppo, ora, però, giungono segnali di inversione di tendenza e stiamo comprendendo gli enormi vantaggi che reca il fare squadra”.

Forse per davvero un capitolo improduttivo appartiene al passato.

bg

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